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Mobility as a Service: storie di possibili utenti

Davanti alla bici a terra, era almeno la decima volta oggi che Filippo si chiedeva: come faccio a raggiungere l’università? Ok magari la decima volta no, ma ci sono quelle giornate nella vita di uno studente universitario veramente caotiche tra noie quotidiane, esami, libri da prendere e sedi distanti l’una dall’altra, soprattutto nelle grandi città.

Filippo come sempre si era ridotto a fare tutto all’ultimo momento. Non era completamente colpa sua, a volte le casualità si mettono di mezzo. Solo in mattinata doveva passare in università per una lezione con firma, restituire assolutamente un libro in biblioteca pena l’interdizione a vita e tornare a casa a pranzo per parlare con i coinquilini di una situazione spinosa. Tutto ciò ovviamente toccando i quattro punti cardinali della città.

La sua bici da 20 euro di dubbia provenienza non restituiva molta fiducia. Infatti alla prima pedalata verso l’università la gomma già malandata lo abbandona completamente. Troppo poco tempo per andare a farsela cambiare. C’è da dire che Filippo si era trasferito da poco, non era particolarmente pratico della città. Aveva però sentito parlare di Mobility as a Service, questa nuovissima piattaforma a servizio dell’utente.

I soldi a disposizione sul conto non erano molti, era fondamentale trovare un modo economico e veloce per raggiungere le mete prefissate. Quando Filippo apre l’app del MaaS dal suo smartphone, pian piano l’ansia scompare. Gli sembra di essere in un videogioco, un genere di adrenalina a lui sempre molto caro. La piattaforma con agilità lo guida attraverso una serie di comodi e rapidi spostamenti, il tutto pagando direttamente dal suo telefono. Attraverso il servizio car sharing era arrivato a lezione tranquillamente. Dall’università alla biblioteca la cosa più comoda e conveniente erano i mezzi pubblici, la piattaforma MaaS gliene aveva trovato uno anche poco affollato. Alla fine era anche in anticipo rispetto alla tabella di marcia, Mobility as a Service gli propone un bike sharing per tornare verso casa con comodo, con ruote funzionanti questa volta.

Aldilà della discussione animata con i coinquilini per le bollette, Filippo era comunque rimasto sollevato dall’idea che esistesse un mezzo come il MaaS economico e veloce, per guidarlo nelle sue imprese quotidiane.

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Anna era arrivata in città solo oggi e già l’ansia per tutti i posti che voleva visitare in così poco tempo era a livelli considerevoli. Era dall’inizio della pandemia che per un motivo o per l’altro non usciva dal paese. Ora che le restrizioni erano venute meno, in casa stavano tutti bene e il lavoro finalmente le dava tregua, aveva deciso di regalarsi un bel viaggio in una città in cui non era mai stata. Per chiudere questo periodo nero.

Aveva solo un giorno e mezzo, calcolando anche il viaggio di ritorno. La voglia di vedere tutti i posti di cui Anna aveva letto nei mesi precedenti era tanta, ma non le faceva impazzire l’idea di rivolgersi ad un tour operator per una visita guidata. Si era sempre sentita un po’ costretta in quel tipo di situazioni. Stavolta però non le bastava gironzolare e basta, era una questione di principio. Bisognava trovare una via di mezzo tra la costrizione dei tour guidati e l’allegro vagare senza meta.

Anna in questi mesi aveva sentito parlare di questa nuovissima piattaforma Mobility as a Service, una specie di agente di viaggio digitale su misura dei bisogni dell’utente. Scaricando e aprendo l’app del MaaS sul suo smartphone, Anna ne scopre i vantaggi tra cui la possibilità di viaggiare agilmente con diversi mezzi pubblici a disposizione, rispettando le sue necessità, voglie e contingenze. Il tutto con la possibilità di pagare direttamente dal proprio account via smartphone, convalidando i tragitti con i vari mezzi, senza perdere troppo tempo prezioso.

Anna, felice della scoperta, sottoscrive un’opzione one-day tourist a 5€ e parte dal suo albergo per la prima meta. Il MaaS gli calcola una serie di opzioni tenendo in conto anche del traffico. Le propone opzioni anche con bus non troppo affollati, situazioni mai troppo amate anche prima del covid, figurarsi adesso. Durante il giorno Anna con disinvoltura schizza da una parte all’altra della città, tra musei, luoghi fondamentali e mostre. Sfrutta car sharing, taxi, monopattini elettrici a seconda di quello che le andava in quel momento. Senza rendere conto a nessuno. non le pareva vero.

Torna infine felice e neanche troppo stanca in albergo, aveva praticamente visto tutto quello che voleva vedere ed era solo ora di cena. Il giorno dopo sul suo smartphone il Mobility as a Service le notifica il resoconto dei mezzi e dei servizi usati, oltre l’addebito dei 5€ sul suo account MaaS. Anna ora aveva tutta una mattinata per poter girovagare con tranquillità senza meta, soddisfatta di aver raggiunto gli obiettivi prefissati il giorno prima.

In treno tornando a casa Anna pensava che d’ora in poi visitare i luoghi che voleva in autonomia, velocemente e con comodo, grazie alla nuova piattaforma Mobility as a Service, non sarebbe stata più un’utopia.

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Che cos’è il Mobility as a Service? Chiedeva Michele al suo amico con faccia interrogativa ma di quelle che comunque ne avevano già sentito parlare senza approfondire troppo la questione.

Michele aveva davanti a sé una di quelle giornate di lavoro abbastanza intense e movimentate. A lavoro nella sua azienda c’erano giornate sedentarie e altre in cui doveva schizzare da una parte all’altra della città. Era abbastanza abituato quindi a dover prendere la macchina e affrontare il traffico cittadino in ora di punta per incontri di lavoro fuori dall’ufficio, ma quel giorno sembrava tutto più difficile.

In genere non si poneva particolari limiti su quando tornare a casa, ma stavolta la compagna lo aspettava ad ora di cena. Era da un po’ che tra gli impegni dell’uno e dell’altra non riuscivano a cenare insieme, si erano messi d’accordo il giorno prima, non era consigliabile dare buca. La vita di un imprenditore però è particolare, puoi programmare quanto vuoi ma salterà sempre fuori un imprevisto.

L’amico di Michele quindi gli aveva parlato di questa soluzione il MaaS, o Mobility as a Service, un sistema di app con cui puoi viaggiare da una parte all’altra della città, anche su scala più estesa. La peculiarità del MaaS che si adattava perfettamente alla situazione di Michele, era la possibilità di valutare diverse opzioni per spostarsi in maniera rapida ed efficace per i meandri della città, senza per forza prendere il mezzo privato. Inoltre attraverso l’app del Mobility as a Service Michele poteva pagare gli spostamenti direttamente sul suo smartphone, facendogli guadagnare tempo.

Detto ciò Michele, una volta scaricata l’app si fida e lascia la sua auto in garage. Si dirige a lavoro per la prima parte della sua intensa giornata in autobus. Grazie alla soluzione MaaS ne riesce a trovare uno non troppo affollato, cosa che contribuisce non poco a mantenere di buon umore Michele.

Dopo la pausa pranzo Michele aveva un incontro con un cliente dall’altra parte della città. L’app del MaaS gli suggerisce tra le migliori soluzioni un taxi, contattabile direttamente attraverso la piattaforma. Oltre ad evitare sensibilmente il traffico grazie alle famose scorciatoie da tassisti, Michele può comodamente prepararsi meglio per l’incontro mentre veniva portato all’appuntamento e pagare con l’app dallo smartphone anche il taxi. Nel frattempo si immaginava come sarebbe arrivato al meeting se avesse preso la macchina: sudato, stressato, meno preparato e molto probabilmente in ritardo.

L’incontro va alla grande e ancora incredibilmente di buon umore, pur essendo molto lontano da casa, Michele cerca di trovare la soluzione migliore per evitare il traffico di punta prima di cena. Ci sono varie scelte che la piattaforma del MaaS gli mette a disposizione, sceglie il bus che lo porterebbe abbastanza vicino casa.

Sembrava tutto troppo bello, il bus a tre quarti della strada si blocca nel traffico. Michele chiama la sua compagna per avvertirla, la sente abbastanza nervosa al telefono. Se arrivasse un’ora dopo rispetto a quando si erano detti non sarebbe una tragedia, ma diciamo che la cena non inizierebbe nel migliore dei modi. In questo periodo Michele sta lavorando molto e la pazienza della sua compagna per il poco tempo dedicatole comincia ad essere al culmine.

Michele guarda il telefono sperando quasi per disperazione che l’app di Mobility as a Service gli desse qualche soluzione alternativa. Per fortuna la piattaforma ha calcolato live una soluzione migliore e Michele scende alla fermata successiva. Gli viene suggerita un bike sharing che riesce a sbloccare con l’app sullo smartphone e che, vista la distanza, lo porta a casa in poco più di dieci minuti.

Una piacevole sorpresa per la compagna di Michele, la cena è “salva”. Durante la serata salta fuori il discorso su come la soluzione MaaS avesse salvato la giornata e la cena. L’app di Mobilty as a Service era stata capaci di dargli le alternative di spostamento più agili ed efficaci, evitando anche inconvenienti in tempo reale. Ovviamente si spera non abbiano parlato solo di quello.

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Andrea Bolelli 

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